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lunedì 12 marzo 2012

la famiglia modello

Ti voglio raccontare una storia. (copiata dal sito tea party) La protagonista è una donna lavoratrice: si fa in quattro per la sua professione e nell'ultimo anno ha portato a casa 15.488 euro netti. Non è molto, ma potrebbe bastarle per vivere serenamente. Se non fosse che... La donna è sposata da molti anni con un uomo pigro e sfaticato, che passa il suo tempo in bar malfamati. Oltre ad approfittare di vitto e alloggio, senza contribuire per nulla alle spese di casa, l'uomo si fa dare dalla moglie una parte di quello che lei guadagna: solo nell'ultimo anno ha ricevuto da lei 3.975 euro. Ripete che si tratta del "pagamento" dovutogli per lo svolgimento dei "lavori di casa", ma questi lavori in realtà non li fa quasi mai, se non in qualche rara occasione (comunque decisamente male e molto lentamente). Se la donna rifiuta di consegnare quei soldi, il marito diventa molto violento e passa alle minacce fisiche, che sfociano in drammi qualora scopra tentativi di nascondere qualche banconota guadagnata con gli straordinari. Inoltre la donna, inutile negarlo, è ancora innamorata del suo aguzzino, e a volte si sorprende addirittura a pensare che è "contenta" di dargli quei soldi, o che è suo "dovere" farlo. I soldi in teoria rimanenti alla lavoratrice dopo la "paghetta" del marito sarebbero ancora sufficienti per vivere in modo dignitoso. Tuttavia nella famiglia ci sono anche quattro figli maggiorenni, tutti nullafacenti e viziati come il padre, di cui ricalcano il comportamento in tutto e per tutto. Quest'ultimo obbliga la moglie a "condividere" un po' dei suoi soldi anche con i quattro giovanotti, soprattutto con il primogenito. Fare "i conti in tasca" ai quattro ragazzi non è facile: ognuno chiede somme differenti, con modalità e tempi differenti, e la donna non ha certo il tempo per tenere una contabilità precisa e dettagliata. Quello che è certo è che durante lo scorso anno la lavoratrice, nel complesso, ha "versato" al resto della famiglia ben 7.899 euro! Le sono rimasti solamente 7.589 euro: meno della metà di quello che aveva faticosamente guadagnato ... e a malapena sufficienti per la sopravvivenza (si tratta di circa 632 euro mensili)! La storia è già abbastanza cupa, ma devi sapere che c'è dell'altro! Il marito, infatti, è anche una persona estremamente possessiva e fastidiosa e impedisce alla moglie di lavorare con serenità: la costringe a svolgere commissioni per lui in orario di ufficio, la chiama decine di volte al giorno facendole scenate di gelosia, le scrive continuamente messaggi per controllarla, con l'effetto di farle perdere concentrazione e produttività. Ovviamente gran parte delle scocciature in questione riguardano i soldi: con un'infinità di scuse il marito cerca di tenere sempre sotto controllo le entrate della poveretta; ma in molti altri casi si tratta di richieste del tutto assurde, spesso spacciate per premura nei confronti di lei. Anche i quattro figli, emulando il genitore, passano la giornata ad infastidire la madre e a sobbarcarla di compiti inutili: per la poveretta lavorare è sempre più difficile, e le sue possibilità di carriera ne risentono. Ancora non basta! Il marito, oltre a non lavorare, spende moltissimo nel corso delle sue giornate: beve come una spugna, offre da bere ai loschi individui con cui si accompagna, scommette sulle corse e passa ore davanti ai video-poker! Solo nell'ultimo anno il disgraziato, a fronte della sua "paghetta" di 3.975 euro, ne ha spesi ben 7.514, quasi il doppio! Per sostenere questo stile di vita è costretto a chiedere continuamente prestiti ai compagni di bevute e di giocate, e credito ai baristi! Paradossalmente, intanto, ha utilizzato i soldi della moglie per costruirsi nel corso degli anni una vasta collezione di francobolli rari, del valore stimato di oltre 4.500 euro, che tiene nascosti in cantina. Di nuovo, anche i quattro figli emulano il padre, sperperando più di quanto incassano, indebitandosi fino al collo e accumulando nel frattempo di nascosto una raccolta di fumetti da collezione. La situazione non può andare avanti così: le spese dell'uomo e dei figli aumentano sempre di più, mentre lo stipendio della donna, a causa del suo scarso rendimento sul lavoro dovuto alla mancanza di concentrazione, negli ultimi anni è diminuito. Inoltre l'ammontare di debito accumulato è talmente alto che oramai i soldi che l'uomo estorce alla moglie sono a malapena sufficienti per pagare gli interessi ... e così altri debiti vengono fatti solamente per poter pagare i debiti precedenti, a tassi sempre più elevati, in una spirale apparentemente senza uscita! In una notte di tempesta, dopo che si è sparsa la voce di una grossa somma di denaro persa dall'uomo scommettendo su una corsa, tutti i creditori si presentano infuriati alla porta di casa, minacciando provvedimenti spiacevoli qualora non rientrino in possesso di almeno una parte del credito entro il giorno successivo. L'uomo urla alla donna che la famiglia è in pericolo, e che per scongiurare il peggio occorrono "sacrifici": sostanzialmente chiede alla moglie di aumentare ulteriormente la sua "paghetta", affinchè lui possa ripianare parte dei suoi debiti. Non solo: l'uomo chiede anche alla moglie di vendere una piccola parte dei suoi gioielli e cimeli di famiglia, consegnando a lui tutto il ricavato (ovviamente non fa alcuna menzione alla sua preziosa collezione di francobolli, o a quelle di fumetti possedute dai figli). Cosa deve fare, secondo te, la povera protagonista della nostra storia? Piegarsi anche questa volta alla volontà del marito dissoluto, sprecone, fannullone e violento? Oppure iniziare a farsi valere, al limite adombrando ipotesi estreme come quella di un divorzio, malgrado il sentimento che ancora nutre verso di lui? COSA SUGGERIRESTI ALLA DONNA IN QUESTIONE? Ah, per tua informazione: 1) La donna si chiama "Italia", il marito si chiama "Stato", i quattro figli si chiamano "Inps" (il primogenito),"Regione", "Provincia" e "Comune". 2) Se aggiungi otto zeri alle cifre della storia che ti ho raccontato, ottieni*: 1.548.816.000.000 = il prodotto interno lordo italiano nel 2010, 397.500.000.000 = le entrate fiscali nazionali nel 2010, 789.896.160.000 = il prelievo totale sulla base del 51% di pressione fiscale REALE** 751.400.000.000 = spesa statale nel 2010, 1.843.015.000.000 = stock di debito pubblico a fine 2010, 450.000.000.000 = valore approssimativo del patrimonio pubblico cedibile a fine 2010***. *: dati da www.istat.it **: stima da www.cgiamestre.com ***: stima da www.brunoleoni.it

venerdì 9 marzo 2012

ok continuiamo così aumentiamo l'iva al 23% ? aiuto

Industria/ A gennaio maxi-crollo della produzione: -2,5% mensile e -5% annuo Venerdì, 9 marzo 2012 - 10:36:00 Forti venti di recessione sul Belpaese. Nel mese di gennaio, la produzione industriale ha registrato una contrazione pari a -2,5% su base mensile destagionalizzata, su base annua, corretta per i giorni lavorativi, la flessione e' pari a -5%, il maggiore calo dal dicembre 2009. Numeri soprendentemente peggiori delle previsioni degli economisti che si aspettavano una flessione pari a -0,9% su base mensile e -0,3% su base annuale. Da segnalare che, sempre a gennaio, la produzione industriale in Germania e' salita dell'1,6% su base mensile, in Francia e' aumentata dello 0,3%. Nella media del trimestre novembre-gennaio l'indice della produzione industriale italiana scende dell'1,9% rispetto al trimestre immediatamente precedente. Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a gennaio 2012 diminuzioni tendenziali per tutti i raggruppamenti principali di industrie. I cali piu' marcati riguardano l'energia (-5,9%) e i beni di consumo (-5,8%), ma diminuiscono in misura significativa anche i beni intermedi (-5,4%) e i beni strumentali (-4,2%). Rispetto a gennaio 2011, i settori caratterizzati da una crescita sono: l'attivita' estrattiva (+5,8%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+2,3%) e le industrie alimentari bevande e tabacco (+2,0%). Tra i settori in calo quelli che registrano le diminuzioni tendenziali piu' ampie sono l'industria del legno, carta e stampa (-16,3%), le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (-13,3%), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (entrambi in calo dell'11,4%).

sabato 11 febbraio 2012

come si può creare crescita con le tasse?

l'unltimo discorso del prof monti sostiene che abbassandosi lo spread le rate del mutuo si abbassano e quindi si libera capacità di spesa.!!!! doamnda ma dove vive ? in realtà si abbassano si gli spread sui btp magli spread bancari sono in costante aumento e quindi nessuno risparmai nulla, in realtà le banche continuano ad aumentare i costi per famiglie e imprese, il dramma è che apparentemente tutti plaudono l'operato di monti (appare dai mass media) siamo sull'orlo del baratro queste manovre depressive creano disastri

mercoledì 18 gennaio 2012

il pil italiano

alcune rif
lessioni:
il pil italiano e compreso di iva quindi aumentando l'iva ho un aumento del pil
nel pil italiano non è presente il fatturato del no profit che in italia è immenso pari a circa 6 miliardi e mezzo di euro, in pratica ogni paese cacola un proprio un pil con metodo diverso dagli altri e questo alimenta la possibilità di notizie soggettive

mi spiace professore non ci siamo

la manovra salva italia si sta rivelando la manovra affossa italia perchè non basta sistemare i conti dello stato ma bisogna fare in modo che le imprese reggano che i consumi ripartano questo non sembra all'orizzonte chi ha i soldi se li tiene e chi ne ha pochi non fa come arrivare a fine mese la situazione è molto pericolosa pechè una contrazione dei consumi porta minotri ordini e a medio termine una diminuzione della forza lavoro con conseguente ulteriore diminuzione dei consummi ecc. ecc,
. , con le detrazioni si innescherebbe un circolo virtuoso che porterebbe come già più volte sottolineato ad una sponmtanea emersione del nero e la riduzione del lavoro nero, ma perchè nessuno parla di questo a parte sparuti gruppi come i tea paty italia o eugenio benetazzo ?

Chi controlla le agenzie di rating

copio perchè non ho voglia di scrivere le agenzie di rating perchè danno i rating ai paesi che non lo richiedono il problema è serio

Sono società di investimento, banche d'affari e grandi capitalisti a controllare le tre sorelle del rating: Moody's, Standard & Poor's e Fitch


Fanno il bello e il cattivo tempo nell'economia mondiale, giudicano l'affidabilità creditizia di imprese, banche e persino Paesi. Sono le agenzie di rating. Le tre sorelle, come vengono chiamate in gergo, che condizionano l'andamento dei mercati e gettano benzina sul fuoco in un momento di grave crisi finanziaria.
Il vero problema è di fatto il regime di oligopolio nel quale operano le tre agenzie che si trovano in obiettivo conflitto d’interesse, avendo come principali clienti - e, quindi, finanziatori - le grandi imprese finanziarie.

Ma andiamo a vedere chi davvero controlla le tre sorelle del rating.
Moody's, che in italiano potrebbe essere tradotto "lunatico", ha come primo azionista il finanziere americano Warren Buffett con il suo fondo Berkshire Hathaway. Compaiono poi Capital World Investors (tra le altre cose anche primo azionista di Standard & Poor's), ValueAct Capital, T. Rowe, Vanguard, State Street e BlackRock, tutte società di investimento e gestione del risparmio.
Standard & Poor's, prima voce sul dizionario "medio e povero", è controllata da McGraw-Hill. Un colosso partecipato dal gestore di fondi Capital World Investors (detiene il 10%), dalle solite State Street e BlackRock, dalla finanziaria Fidelity Investments e da Vanguard Group.
Fitch, in italiano "puzzola", è per il 60% controllata dalla società di servizi finanziari francese Fimalac e per il 40% dal gruppo Usa Hearst. E, caso ha voluto, che un portavoce dell’istituto abbia fatto sapere che, nel corso del 2012, Fitch prevede di mantenere il rating tripla A proprio alla Francia.

Altra nota dolente è che il giudizio, si potrebbe dire del tutto soggettivo, di una agenzia di rating sortisce maggiori effetti sui mercati, di quelli forniti da Commissione Europea o Banca centrale europea. Come una vera e propria fabbrica di aspettative orienta i mercati e gli investitori. Come una profezia che si autorealizza sarà la scelta di declassare un Paese ad aumentare i rischi di fallimento, sarà il pronostico di un default a far realizzare le condizioni affinché avvenga davvero.
Nel famoso film “Mary Poppins” un bambino decide di non consegnare la sua monetina al padrone di una banca scatenando il panico tra i clienti che scambiano l'atteggiamento del piccolo come una mancanza di fiducia. Le società di rating, soprattutto in questo particolare periodo storico, rischiano di scatenare lo stesso panico e di accelerare processi ai quali si sarebbe potuto porre rimedio. Si può partire da un problema reale, come nel caso della Grecia, tuttavia diffondendo aspettative secondo cui lo stato non sarà in grado di restituire i suoi debiti e dovrà necessariamente ricorrere a una ristrutturazione, il premio al rischio richiesto sul debito di quel paese finirà per esplodere. Il problema originario finisce quindi per essere amplificato.
E, a coloro che possono obiettare sostenendo che le agenzie operano per mettere in guardia gli investitori su possibili rischi, è necessario ricordare il giudizio più che positivo che veniva dato a Lehman Brothers un mese prima del suo fallimento o il voto positivo di Standard & Poor’s a Parmalat un mese prima dalla bancarotta. Episodi che alzano non pochi dubbi sull'affidabilità delle loro valutazioni.

giovedì 1 dicembre 2011

ma perchè

sia umenta l'iva si fa di tutto per ridurre il denaro contante per le operazioni regolari ma sono quelle irregolari che non saranno mai tracciate, se non posso comprare un rolex in contanti in italia magari vado in germania, francia o in qualsiasi stato dove ciò sia permesso e questo ad ulteriore danno per il paese che non incassa nemmeno l'iva al 21 %, faccaimo il caso di un facoltoso che vuole fare un regalo all'aamnte o comunque non gradisce che si sappia cosa compra con i suoi soldi denunciati fino all'ultimo cent, non può più comprare un goiello in anonimato e con regolare scontrino
non sarebbe semplice e giusto dare la possibilità di detrarre dall'imponibile tutte le spese che si desidera?
continuiamo a colpire chi le tasse le paga già e lasciare libero chi non le ha mai pagate